Il rapporto ENEA 2010 sulle fonti rinnovabili

Il recente Rapporto 2010 dell’ENEA sulle fonti rinnovabili fornisce una visione d’ insieme sullo stato dell’arte e sulle dinamiche in atto a livello nazionale e internazionale. Sommario: – Le rinnovabili a livello internazionale – Le rinnovabili a livello nazionale – Le rinnovabili a livello locale – Incentivazione e mercato delle rinnovabili in Italia – Commercio internazionale e sviluppo competitivo nelle tecnologie FER – Appendice: Schede tecnologiche Pagine: 244. Formato: pdf (8Mb) =>> Per scaricare tutto il rapporto clicca qui V2010_07-FontiRinnovabili

L’atomo non è rock

Articolo tratto da l'Espresso

L'opinione di Marzio Galeotti, professore ordinario di Economia dell'ambiente e dell'energia,

Università degli studi di Milano, collaboratore lEFE-Bocconi e redattore de lavoce.info

 

Abbattimento della CO2 e produzione di scorie. Autarchia elettrica o importazioni. Ricostruzione di una tecnologia e cambiamenti climatici. Pro e contro del rinascimento nucleare.

Il nucleare è rock perché non comporta emissioni di gas-serra.

Il nucleare è rock perché contribuisce a ridurre la nostra dipendenza energetica dall'estero.

Il nucleare è rock perché è meno costoso e questo permette di ridurre la bolletta di famiglie e imprese. Il nucleare è rock perché è una tecnologia avanzata , richiede molti capitali e professionalità sofisticate, stimola la ricerca  e la formazione avanzata.

Il nucleare è rock e quindi l'Italia non può non averlo.

Cosi è stato fino a oggi il dibattito, spinto dalla propaganda governativa della cosiddetta rinascita nucleare. In realtà non è difficile trovare contrappunti in base ai quali il nucleare non è rock. Il nucleare non è l'unico a non generare emissioni , ma è certamente il solo a produrre scorie radioattive che nessuno oggi sa ancor a come trattare in maniera sicura e definitiva. Quella nucleare non è l'unica tecnologia energetica che ci permette di affrancarci dalla dipendenza dall'estero per la parte relativa alla produzione di elettricità. II nucleare consente, secondo recenti rapporti di autorevoli istituzioni , di produrre elettricità a costi inferiori rispetto ad altre fonti energetiche. Ma qui il confronto è scivoloso e sicuramente non immutabile nel tempo, dipendendo da fattori che cambiano .
Muta per esempio il costo del capitale – il 5 o il 10 per cento – che è un elemento cruciale nel caso di investimenti da 4 miliardi di euro per reattore. Muta il prezzo del gas naturale o del carbone , i combustibili usati nelle tecnologie concorrenziali . Cambia infine il prezzo della CO2 associato alle emissioni delle fonti fossili. Anche con un costo del nucleare inferiore a ogni altra soluzione, ciò non significa automaticamente bollette più leggere per i consumatori . Anche senza invocare gli italici vizi, la cosa dipenderà dagli oneri – propri e impropri – che graveranno sulla bolletta stessa, dalla fiscalità e in senso lato dall'assetto regolatorio e competitivo del mercato. Data la difficile "bancabilità " di un progetto di reattore che ha una vita utile di 60 anni e un costo di 4-5 miliardi di euro, l'operatore privato necessita di garanzie statali sui prestiti , come nel caso americano. Alternativamente, si rende necessaria una qualche protezione dal mercato come l'acquisto garantito, protetto e a prezzi remunerativi stabiliti , di tutta l'elettricità prodotta . Il decreto legislativo del febbraio scorso accorda la copertura assicurativa e finanziaria dello Stato in caso di ritardi no n imputabili all'operatore, il che può essere molto gravoso per le finanze pubbliche, poiché i tempi di costruzione non sono quasi mai rispettati , persino nell'efficiente Finlandia, dove il ritardo dell'impianto di Okiluoto è di 44 mesi . Figuriamoci in Italia.
Viene inoltre garantita la priorità nel dispacciamento come per le fonti rinnovabili, cosa che ridurrà di molto la dimensione del mercato libero e quindi la capacità segnalatoria dei prezzi che vi si formeranno .
Il nucleare non è l'unica tecnologia a favorire lo sviluppo di competenze e professionalità avanzate, così come non è l'unica a generare un indotto ricco di valore aggiunto e di occupazione. Questi aspetti non sono esclusiva di alcuna tecnologia energetica . Il nucleare può contribuire a rafforzare la leadership tecnologica e il peso geopolitico dell'Italia, che quindi non può non esserne dotata. Dei 61 reattori in costruzione oggi nel mondo solo 7 sono nei Paesi avanzati , e di questi 4 in Europa . Non sembra trattarsi precisamente di una rinascita, visto che coinvolge le nuove tecnologie di terza generazione (EPR francesi e AP 1000 americani) solo per 8 ordinativi , di cui appena 2 in Europa. E comunque non può il fabbisogno elettrico del nostro paese essere soddisfatto in maniera crescente con l'importazione di energia d'oltralpe ? In un'ottica europea, con un mercato davvero integrato da una più estesa interconnessione delle reti e da un diminuito potere di blocco dei cosiddetti campioni nazionali , ciò è non solo possibile ma desiderabile. Ha senso insistere sul fatto che l'Italia è l'unico paese del G8 a non avere il nucleare? Che senso ha l'autarchia o l'autosufficienza in campo energetico? Tutto ciò detto, il dibattito dovrebbe essere oggi più correttamente cosi impostato : il nucleare è la priorità per il nostro Paese in questa fase storica? Per combattere i cambiamenti climatici e ridurre l'elevata dipendenza energetica dall'estero l'Unione Europea si è data, come è noto , degli obicttivi vincolanti di riduzione delle emissioni e aumento di fonti rinnovabili di energia al 2020. In questo quadro, il dibattito sul nucleare appare più un ragionamento su un'ipotetica situazione a regime , al 2030 o 2050, indipendentemente dal fatto che la situazione in cui ci troveremo allora dipenderà crucialmente dalle scelte che avremo fatto a partire da adesso.
Il punto è che non si può prescindere dalla constatazione che siamo all'inizio di una transizione epocale verso economie a basso tenor e di carbonio. Bisogna allora chiaramente dire che il nucleare per i suoi tempi di realizzazione è una non-opzione rispetto agli obblighi europei . In tale caso sono risparmio ed efficienza energetica ed energia rinnovabile le sole opzioni perseguibili . Per dirla con l'Agenzia internazionale dell'energia al G8 Ambiente di Siracusa del 2009, le misure di risparmio ed efficienza energetica sono in grado di produrre le più ampie ed economiche riduzioni di emissioni di C02. Non solo, ma possono essere implementate rapidamente e, in tempi di crisi, sono in grado di produrre più benefici per l'occupazione di ogni altra categoria di tecnologia energetica. E allora non sono più rock l'efficienza energetica e le rinnovabili?
 

Siamo tutti coinvolti

 

Lester Brown in collegamento a Woodstock 5 Stelle

 

Rilancio di seguito una intervista effettuata a Leaster Brown, che si è collegato dagli Stati Uniti durante la manifestazione che si è svolta lo scorso 25-26 settembre all’Ippodromo di Cesena dal nome "Woodstock a 5 stelle".

Lester Russell Brown (1934) è uno scrittore, ambientalista ed economista statunitense. Ha scritto oltre venti libri sui problemi ambientali globali. I suoi lavori sono stati tradotti in oltre 40 lingue. È stato il fondatore del Worldwatch Institute nonché fondatore e presidente del Earth Policy Institute, organizzazione di ricerca non profit di Washington, D.C.

Laureato nel 1955 alla Rutgers University, nel 1959 è analista in agricoltura internazionale al ministero americano dell’agricoltura. Si specializza in seguito in economia agricola all’Università del Maryland e poi ad Harvard. Nel 1974, con il sostegno della Fondazione Rockefeller fonda il Worldwatch Institute, il primo istituto dedicato all’analisi delle questioni ambientali mondiali.

Uno dei suoi lavori più noti è Piano B, un libro che si è evoluto secondo i dettami della rete, passando dalla prima versione del 2003, Plan B: Rescuing a Planet Under Stress and a Civilization in Trouble ("recuperare un pianeta sotto stress e una civiltà nei guai"), alla versione 2.0 del 2006, con lo stesso titolo, e alla 3.0 del 2008 Plan B 3.0: Mobilizing to Save Civilization ("mobilitarsi per salvare la civiltà"); l’ultima revisione, Plan B 4.0, è stata pubblicata negli Stati Uniti nel 2009 e nel maggio 2010 in Italia. Tutte le versioni sono disponibili online. Oggetto di numerosi riconoscimenti, Brown è stato descritto dal Washington Post come "uno dei più influenti opinionisti del mondo.". Lester Brown si è sempre distinto per aver evidenziato il problema della scarsa disponibilità di risorse (in particolare quelle alimentari), per evitare a livello della popolazione mondiale scenari di fame.

 

Combustibili fossili

La domanda mondiale di energia aumenta sotto la spinta della crescita demografica e dello sviluppo economico. L’uso dell’energia secondo gli attuali modelli di crescita dell’economia potrebbe portare, a partire dal 2020, ad una significativa riduzione della disponibilità di petrolio di facile accesso e a una transizione accelerata al maggiore utilizzo di risorse non convenzionali, gas e carbone.

Per leggere o scaricare l’articolo completo clicca qui: CombustibiliFossili

Collasso globale

Jorgen Randers, della Norwegian School of Management, è uno degli estensori del famoso libro “I limiti dello sviluppo”, conosciuto in Italia attraverso le edizioni di Mondadori. La domanda che si pone Randers è la seguente: «È possibile che la lenta risposta collettiva alla crisi climatica emergente possa produrre un “collasso globale” – cioè, una situazione nella quale la società nel suo complesso prima supera la velocità sostenibile di emissione dei gas serra, e
poi sperimenta un improvviso, indesiderato e inarrestabile declino nel benessere medio di centinaia di milioni dei suoi cittadini?».

Per leggere o scaricare l’articolo completo clicca qui: CollassoGlobale

Il pianeta terra e le sue risorse

Tutte le azioni umane sono soggette alla ferrea legge del secondo principio della termodinamica, o legge dell’entropia, la quale afferma che tutta l’energia si trasforma             inesorabilmente da una forma utilizzabile ad una non utilizzabile. In base a questa legge l’attività umana (anche quando crea ordine e organizzazione) produce inevitabilmente            disordine, inquinamento e, in ultima analisi, deteriora l’ambiente circostante. L’uso corretto di questa legge determina la qualità delle nostre vite o la distruzione della terra.

Per leggere o scaricare l’articolo completo clicca qui: PianetaTerra

I prossimi 20 anni

In questo contributo si presentano le attuali conoscenze scientifiche in materia di cambiamenti climatici globali e vengono riassunti
i punti fermi su entità del riscaldamento già realizzato, sulla sua attribuzione ai gas-serra antropogenici, sulla certezza di un ulteriore
riscaldamento futuro. Vengono inoltre evidenziati alcuni risultati di ricerca apparsi dopo la chiusura del rapporto IPCC 2007.

Per leggere o scaricare l’articolo completo clicca qui: Prox20Anni

Metano e energie rinnovabili

Il processo descritto utilizza energia elettrica derivante principalmente da fonti rinnovabili per produrre, tramite idrolisi, l’idrogeno necessario alla conversione della CO2 in CH4. Il metano così prodotto può essere immesso nella rete oppure accumulato per un successivo utilizzoin celle a combustibile per la produzione di energia elettrica.

Per leggere o scaricare l’articolo completo clicca qui: Metano